Decorazione scultorea e pittorica
Nella “sala dei cavalli” lo spazio architettonico assume i contorni di un piccolo luogo “sacro”. L’ambiente interamente decorato, dal pavimento in marmo a scacchiera, al soffitto realizzato in vetrate policrome (affini allo scalone d’ingresso), si arricchisce delle decorazioni ideate e realizzate da Pier Luigi Eroli, il pittore e architetto esponente del Gruppo GRAU - Gruppo Romano Architetti Urbanisti – formatosi nella prima metà degli anni Sessanta.
Il citazionismo classicista non svela il senso ultimo del simbolismo che trapela dalla pittura di Eroli che, come nota Portoghesi, ci regala «una pittura gioiosa e coloratissima che lascia all’osservatore piena libertà di interpretazione, una pittura “enigmistica” che prende per mano e sfida a comprendere, dopo aver gustato la finezza del disegno, secondo la tecnica del rebus le parole che potrebbero contenere il suo senso segreto» .
Lo stile di Eroli si fonde in modo armonico con il fulcro dell’intero progetto, la scala elicoidale, per la quale si è pensato all’intervento di due artisti assolutamente in linea con il clima metafisico dell’ambiente.
Ad apertura del colonnato della chiocciola si trova la Geometria, opera in marmo di 230 cm realizzata nel 1992 dallo scultore Paolo Borghi, artista di fama internazionale formatosi a Brera e al Castello Sforzesco.
L’ovale della chiocciola diventa nel dipinto un impluvium dal quale si affacciano sei figure femminili, abbigliate e acconciate come divinità greche. Se la soluzione dello sfondamento prospettico della finta cupola è ricca di riferimenti iconografici, a partire dalla Camera degli Sposi del Mantegna, Rossati lo rielabora adattandolo alla specificità del luogo in cui lo realizza. Una lode della geometria, come suggeriscono sia le due figure maschili che affiancano l’ovale, ovvero Pitagora ed Euclide, sia la groma che torna ad essere rappresentata come attributo di una delle donne.
A conclusione del programma iconografico dedicato alla rappresentazione della Geometria, la Cassa Italiana Geometri commissiona una serie di opere allo scultore Fernando Mario Paonessa, originario della Lucania e teorico del concrezionismo: «Io chiamo concrezionismo la mia idea di fare scultura, che pone attenzione alla civiltà classica con i suoi miti e i suoi riti, alla civiltà letteraria con le sue figure emblematiche, alla religione e alle urgenze della civiltà attuale. I miti si “concrezionano” con le diverse interpretazioni, si attualizzano per una nuova mitologia e ritualità» .
L’artista nel 1995 realizza dunque quattro sculture in bronzo a cera persa (h 130 cm) - raffiguranti i quattro matematici dell’antichità Archimede, Euclide, Erone e Pitagora, collocate rispettivamente in quattro nicchie nella Sala della Presidenza - e due sculture in marmo (h 215 cm) i cui soggetti sono la “Sapienza” (Minerva) e la “Saggezza” (Talete) posizionate nella Sala Stellata.